IL PARQUET
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Pensate che il parquet veniva interamente lavorato a mano, posato su una
base di sabbia ben livellata, dopo di che veniva lavato e lucidato con olii
di origine animali e vegetali. Certo che fino a qualche decennio fa il
parquet era destinato a un settore privilegiato, ma oggi tutto questo rimane
solamente un ricordo, la tecnologia ci ha portato attrezzature che hanno
reso il pavimento in legno competitivo con tutti gli altri tipi di pavimenti
e quindi alla portata di tutti.
Recenti studi hanno dimostrato come vivendo in un habitat naturale quale il
legno, la qualità della vita possa migliorare. Esso a differenza di tanti
altri prodotti come cemento marmo ceramica etc., ha una caratteristica di
irradiazione che avvantaggia in armonia il nostro organismo. Inoltre ha un
elevato isolamento acustico che consente di creare una valida barriera al
rumore riducendo così l'aspetto noioso della modernità. La scarsa
conducibilità termica grazie alla quale mantiene quasi costante la
temperatura indipendentemente dalle condizioni ambientali, contribuisce a un
risparmio sulle spese di climatizzazione della casa. E' molto resistente
all'usura. Infatti è stato utilizzato per grandi palazzi come il Teatro
della Scala di Milano, La National Gallery di Londra e anche il Metropolitan
Museum di New York. Inoltre per la sua resistenza, si preferisce per
pavimentare ogni tipo di impianto sportivo. Fra tutti i materiali usati,
nessuno come il parquet è in grado da solo a fare arredamento dando subito
alla casa un aspetto caldo ed accogliente. La vita del pavimento in legno e
pressoché illimitata. Basta infatti una leggera lamatura che si fa più o
meno ogni venti anni per rinnovarlo del tutto. Questo al contrario di quanto
si possa pensare lo rende infatti economico, perchè permette di ammortizzare
la spesa iniziale.
Il parquet può essere tradizionale(o massello), prefinito, laminato.
Tradizionale: se è in legno massiccio ed è ricavato da un'unica
specie legnosa.
Prefinito: se è costituito da più strati di legno e viene
stabilizzato, levigato e verniciato in fase di produzione. Lo strato
superiore, quello a vista, è in legno nobile ed ha uno spessore minimo di
2,5 mm, mentre il supporto è di solito in legno povero.
Laminato: Il laminato non è un parquet, ma riproduce fedelmente le
principali essenze legnose con risultati eccellenti sul piano estetico.
Un tipo di laminato è composto da un film protettivo molto resistente, da un
foglio decorativo che imita l’essenza lignea, da un pannello di resina e
fibra di legno (HDF) e da una controbilanciatura che contribuisce a
mantenere la stabilità del prodotto.
Rappresenta quindi la scelta ideale per chi desidera un pavimento effetto
parquet risparmiando tempo e costi.
Oltre ad essere veloce da posare e più economico rispetto al parquet, il
pavimento in laminato presenta anche altri vantaggi:
• è caratterizzato da un’elevata resistenza al calpestio e all’usura;
• non subisce variazioni di colore con l’esposizione alla luce;
• richiede una scarsa manutenzione.
La posa in opera si realizza velocemente senza la necessità di rimuovere il
vecchio pavimento.
La tecnica utilizzata è quella flottante senza colla: i singoli elementi
sono fissati tra loro ad incastro e appoggiati al piano di posa
preventivamente coperto da un foglio di materiale isolante che garantisce
l’elasticità complessiva del pavimento e attenua i rumori.
TIPI DI POSA
La posa galleggiante o flottante
I vari elementi vengono posati su di un piano livellato e su un sottile
strato di materiale isolante acustico, incollando gli incastri perimetrali
con colla vinilica. Questo tipo di posa è usato di solito per il listone
prefinto. I listelli di parquet vengono infatti incastrati con una
combinazione classica di 'maschio-femmina'.
La posa incollata
La posa con colla è indicata soprattutto per il parquet classico in legno
massello o i prefiniti da 10mm.o 14 mm. Su una base ben asciutta e livellata
si passa uno strato di colla dove poi si appoggeranno i listelli.
La posa chiodata
Il listone massiccio di spessore in genere 22 mm. è caratterizzato da una
lavorazione a maschio e femmina. Gli elementi vengono incastrati tra loro e
deve essere inchiodati su megatelli di legno immersi in un sottofondo di
cemento.
La posa a tolda di nave
Viene definita anche a cassero irregolare a correre. Si compone di elementi
che sono sfalsati l'uno rispetto all'altro. Vengono usati legni di lunghezze
diverse. Il disegno che ne risulta non è ripetitivo e si adatta ad ambienti
moderni.
La posa a disegno
Questa in genere si studia in fase di realizzazione, e non ci sono limiti
nel limite del possibile alla fantasia.
La finitura a fascia e bindello
E' realizzata partendo dal centro e creando una specie di tappeto, cioè un
campo squadrato con geometria a piacere. Si posa una cornice lungo il muro
fatta di elementi paralleli l'uno all'altro, cioè il bindello, e una fascia
lungo il perimetro della zona centrale. E' usata in stanze con pareti
irregolari.
La posa a cassero regolare e a spina di pesce
Hanno elementi sfalsati l'uno rispetto all'altro, ma in posizione regolare.
Sono adatte a case d'epoca con locali irregolari: la posa a spina di pesce
tende a restringere visivamente i locali.
La scelta di una specie legnosa è dettata dal gusto personale, ma occorre
considerare la funzione del locale in cui si posa il parquet.
Nel bagno è adatto il Teak, usato anche per i bordi delle piscine e per i
mobili da giardino, perché è un legno che non si modifica per il caldo o
l'umidità. In cucina conviene utilizzare un legno più duro, come il Padouk.
In piccoli ambienti è preferibile usare formati piccoli perché la superficie
calpestabile è ridotta e il disegno non si vede.
Solitamente, poi, non si cambia il tipo di posa e la specie legnosa tra la
zona giorno e la zona notte.
FINITURA DEL PARQUET
I parquet prefiniti non necessitano di ulteriori finiture. La finitura a
cera è consigliabile per l'aspetto naturale e perché lascia respirare il
legno, ma va ripetuta periodicamente ed è molto delicata.
La verniciatura con prodotti poliuretanici impermeabilizza il legno e
semplifica la manutenzione. Si possono usare anche vernici all'acqua,
satinate o lucide.
LA MANUTENZIONE DEL PARQUET
La manutenzione di un pavimento in legno, trattato con vernice trasparente,
è molto facile. Infatti, per pulire, è sufficiente passare leggermente uno
straccio appena inumidito su tutta la superficie.
Nei punti di più intenso calpestio, il pavimento comincia a dare segni di
usura dopo 6-8 anni. A questo punto deve intervenire il parquettista e se la
superficie è in uno stato accettabile, si carteggia e si stende una (o due)
nuova mano di vernice.
Nel caso invece che l’usura sia molto accentuata, è necessario rilevigare
adeguatamente tutto il parquet e poi dare tutte le mani di vernice
necessarie.
Con una rilevigatura integrale viene asportato uno spessore minimo di legno
di appena 0,2-0,3 millimetri.
Il parquet può, quindi, sopportare nel tempo moltissime operazioni di questo
genere, senza perdere nessuna delle sue qualità e tornerà come nuovo.
Facile è pure la manutenzione dei pavimenti con finitura a cera.Anche in
questo caso sono necessarie periodiche lucidature stendendo una nuova mano
di cera quando se ne avverte la necessità.
Un pavimento di legno è indistruttibile e resiste una vita intera, arredando
la casa per generazioni. Il parquet è resistente all'usura, ma deve essere
tenuto pulito in considerazione della finitura usata: verniciatura o
inceratura. Se la finitura è a cera vanno effettuati degli interventi di
lucidatura con cere liquide, settimanali o mensili.
Ogni giorno vanno effettuate le solite pulizie con aspirapolvere o con panni
inumiditi in acqua (non calda) e detersivo non schiumoso.
LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA
In situazioni straordinarie si effettua la rilevigatura che in genere si fa
ogni 10-15 anni. Il parquet in legno massiccio sopporta l'intervento 7-8
volte, quello prefinito 2-3 volte. La stuccatura si esegue con resine e
polvere di legno e serve per porre un rimedio alle varie fessurazioni che si
sono prodotte col tempo. La carteggiatura si rende sempre necessaria. La
riverniciatura e' l'ultima operazione e a volte basta solo questa nei casi
di piccoli graffi che non intaccano direttamente il legno.
ALCUNI CONSIGLI
* Al momento di decidere l'essenza è bene ricordare che il legno, a contatto
con la luce, si ossida e cambia colore; in genere tende a diventare più
scuro, ma nel caso del teak schiarisce.
* Negli ambienti poco luminosi sono preferibili le essenze chiare.
* Se l'abitazione è provvista di riscaldamento a pavimento, meglio scegliere
il prefinito per il basso spessore e le doti di stabilità caratteristiche
che ne permettono la posa su ogni sottofondo
* Doussie, Iroko, Merbau, Teak Asia sono specie legnose più idonee per
l'utilizzo anche in bagni, cucine e in presenza di riscaldamento a pavimento.
Una buona verniciatura o più mani della stessa permettono tuttavia di
scegliere tutte le essenze.
* Cabreuva, Mutenye, Olivo sono legni che maggiormente evidenziano i
cromatismi naturali del legno.
* Eventuali macchie di colore create dalla presenza di tappeti ed altri
oggetti, tendono a scomparire quando il pavimento viene esposto a luce ed
aria.
* Il Teak, al momento della posa, si presenta con forti stonalizzazioni
nerastre che, con l'ossidazione, tendono a scomparire;
In alcuni legni (Iroko, Doussiè, Merbau, Panga-Panga, Wengè) possono essere
presenti altre micro-concrezioni minerali di colorazione variabile dal
biancastro al giallo limone.